Gli effetti diretti del conflitto Russia-Ucraina non influenzano solo i prodotti dei supermercati, anche molte altre industrie sono ad un passo dal rimanere bloccate. Intervistato dal Corriere, il direttore generale di Assocarta Massimo Medugno ha spiegato come le aziende cartiere siano in grande sofferenza in tutta Europa.
In Italia la produzione è già scesa del 30%. Pochi giorni fa ProGest, uno dei gruppi più grandi a livello nazionale, ha annunciato che fermerà le sue sei cartiere con il conseguente stop alla produzione di tutta la carta per uso domestico, da quella igienica ai tovaglioli. Si aspetterà la prossima settimana per valutare se far ripartire o meno la produzione. “La carta è un’industria importantissima, siamo all’origine di molte catene produttive”– commenta Massimo Medugno –“Noi non ci siamo mai fermati, neanche durante il lockdown, ma ora i costi così alti mettono a rischio la produzione, già scesa del 30% e molte aziende hanno deciso lo stop”.
Per Modugno la soluzione è trovare “più strade” e diversificare le fonti. “Bisogna rompere questa catena” – spiega Modugno – “Il gas non sta mancando, ma aumenta di prezzo, questo è il tema su cui lavorare, perché bisogna trovare più strade, non ce n’è una sola”, spiega Modugno. Per questo è stato appena stipulato un accordo tra Assocarta e il Consorzio italiano del Biogas. “Le aziende della carta utilizzano il biometano prodotto dalle aziende agricole, che non produce CO2 e così si aiuta anche la decarbonizzazione” – conclude Modugno – “E questo significa però anche dare risorse a settori del made in Italy con ricadute nazionali e locali, significa fortificare nel nostre aziende sul territorio: se produco carta, mi appoggio a produttori di biometano nella mia zona”.
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